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Capo Servizio Efficienza Aeromobili Pattuglia Acrobatica Nazionale

Intervista al T. Col. Andrea Bolzicco

a cura di Lodovica Palazzoli
da "Airplanes", anno 7°, numero 2, maggio 2013, p. 15
Cosa significa concretamente occuparsi di manutenzione con l’MB339 PAN?
Il lavoro su un velivolo delle “Frecce Tricolori” è del tutto simile a quanto si può riscontrare in analoghi reparti di manutenzione dell’Aeronautica Militare. Quello che cambia è il fatto di avere costantemente un numero elevato di assetti necessari all’addestramento dei piloti durante il periodo invernale e garantire un numero minimo di undici velivoli durante tutta la stagione acrobatica. Il fatto di esibirsi in Italia e all’estero di fronte a centinaia di migliaia di spettatori e la responsabilità di far parte di un prestigioso Reparto, che porta in alto il nome del nostro Paese, implica naturalmente un’elevata pressione psicologica e, al contempo, un orgoglio che traspare in ogni persona del Servizio Efficienza Aeromobili.

Quanto è importante la fiducia tra specialisti e piloti?
La fiducia è un elemento fondamentale perché il pilota delle “Frecce” deve andare in volo sereno e sicuro dell’affidabilità del velivolo che gli viene assegnato dalla manutenzione. Durante la stagione acrobatica cerchiamo, inoltre, di mantenere il più costante possibile l’“unione” capo velivolo-pilotaaeromobile, in modo che ci sia il massimo feeling tra la macchina affidata lo specialista e il comandante del velivolo.

Come si coniugano manutenzione e sicurezza volo?
L’anno scorso abbiamo festeggiato i 30 anni di volo delle “Frecce Tricolori” con l’MB.339PAN; se da un lato questo ci conforta, perché il velivolo ormai è conosciuto molto bene da tutti i tecnici, dall’altro possiamo confermare che una macchina ormai non più giovane comporta interventi di manutenzione correttiva sempre più frequenti. Sappiamo, però, che una manutenzione fatta a regola d’arte garantisce la sicurezza del volo; non a caso, il nostro personale segue iter addestrativi che sin dalle scuole insistono su questo argomento. Posso, poi, aggiungere che da qualche anno stiamo tenendo al nostro personale corsi di una settimana che riguardano i fattori umani in campo manutentivo e che stanno dando risultati estremamente positivi dal punto di vista della prevenzione in ambito sicurezza volo.

Quali sono le parole d’ordine per chi deve occuparsi di manutenzione?
La nostra attività è tutt’altro che statica e monotona, ci muoviamo molto e incontriamo ambienti lavorativi molto diversi tra di loro. Quello che chiedo al personale è flessibilità e passione per il proprio lavoro, il resto viene da sé.

Nel periodo estivo, date le numerose manifestazioni, come si riesce, nonostante gli spostamenti e i ritmi serrati, a ottenere un alto livello manutentivo?
Cerchiamo, con una oculata programmazione, di distribuire il carico di lavoro in modo che sia costante durante l’anno e per questo, tra maggio e settembre, quando la manutenzione lavora tutta i giorni della settimana, diminuiamo il numero di ispezioni programmate a favore delle attività di missione e della manutenzione correttiva.
Lodovica Palazzoli
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