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Intervista a Marco Zoppitelli, capoformazione della PAN

di Ada Fichera
da AirPlanes - Anno 6° - numero 10 - settembre 2012 - p. 6
Formazione, impegno e tanta responsabilità. Sono questi gli “ingredienti”
primari per un pilota delle“Frecce Tricolori”, un percorso che può
portare a diventare anche il capoformazione della Pattuglia.
Questo, e molto altro, ha costituito l’iter del cap. Marco
Zoppitelli, “Pony 6” delle “Frecce”, “primo fanalino”, leader
della seconda sezione e capoformazione. Lo abbiamo
intervistato subito dopo un volo d’addestramento presso
la base di Rivolto, storica sede delle “Frecce Tricolori”.

Capitano, qual è, nello specifico, il suo ruolo nella
Pattuglia Acrobatica?

Io sono “Pony 6”, leader della seconda sezione. Ogni
volta che vedete le “Frecce Tricolori” separarsi in
due, io sono il leader della sezione composta
da quattro velivoli.
Sono anche responsabile delle separazioni,
una fase molto delicata, inoltre curo gli incroci,
che cerco di rendere, davanti al pubblico,
sempre più spettacolari.

Qual è il percorso di formazione di un pilota
della PAN?

Il percorso di formazione inizia qui in base
a Rivolto con un colloquio nel mese di
giugno o di luglio; subito dopo,inizia il
cosiddetto “periodo da sacco”, in cui il pilota
viene “collocato” in una posizione posteriore
per rendersi conto del nostro volo.
A settembre inizia, invece, una fase,
che si prolunga fino al maggio successivo, di
addestramento intenso ma graduale: si
comincia con un velivolo singolo, poi
si passa a due velivoli per la“formazione
basica” e man mano si aggiungono
altri aeroplani e nuove manovre, in modo
da essere pronti per il primo maggio, giorno
in cui si celebra l’anniversario della nostra
fondazione.

Come si svolge la “giornata-tipo” di un pilota delle
“Frecce”?

La “giornata-tipo” cambia a seconda della stagione:
invernale o estiva. In estate, infatti, avendo molti eventi,
siamo in giro per l’Italia e anche all’estero, quindi voliamo
nel tardo pomeriggio: iniziamo il nostro volo di esibizione
o di prova intorno alle cinque di pomeriggio, mentre la sera
siamo occupati in attività secondarie, ma sempre molto importanti,
relative alla rappresentanza dell’Aeronautica Militare nel mondo.
In inverno, invece, la giornata è molto più simile a quella degli altri reparti della Forza Armata. Dal lunedì al venerdì, si comincia la mattina alle ore 8.15, con un briefing meteo e un briefing sulla giornata, seguono le attività di volo suddivise in tre “slot di volo”: uno alle 9.20, uno alle 11.30 e un altro dopo pranzo. Di solito, i ragazzi “nuovi” ancora in fase addestramento fanno solo uno o due voli al giorno.

Può descriverci le caratteristiche di una base come quella di Rivolto (Udine).
La base di Rivolto è una base particolare sia per ciò che rappresenta per l’Aeronautica sia perché ospita questo Gruppo ad essa appartenente. Il Friuli “stravede” per le Frecce e noi “stravediamo” per il Friuli.

Quali sono le emozioni e le tensioni di un pilota delle “Frecce” quando si prepara ad un air show?
È sempre molto importante per noi distinguere il“mondo a terra” dal “mondo in volo”. Fortunatamente,è una cosa che riusciamo a fare in maniera molto naturale. Certo, quando ci sono eventi molto popolati o con dirette Rai, la tensione è molto alta, ma quando saliamo sull’aeroplano e chiudiamo il tettuccio siamo solo noi: ci concentriamo e cerchiamo di fare sempre bene e al meglio il nostro lavoro.
Ada Fichera
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