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«C’è crisi, chiudiamo le Frecce» - Polemica sulla pattuglia-simbolo

Il presidente dei familiari delle vittime delle Forze armate Accame: costi troppo alti per la Difesa. Dal Friuli subito il no di Pdl, Pd e Udc. Ma la Lega apre: «Tagliare le spese, a cominciare dalle missioni»

da "Messaggero Veneto" - 6 giugno 2012 [ fonte ]
 
UDINE. A distanza di sei anni dagli strali dell’ex senatrice di Rifondazione comunista, Lidia Menapace, [ qui gli echi avuti in Consiglio Regionale del Friuli, ndr ] che aveva accusato le Frecce Tricolori d’essere uno spreco, di fare baccano e inquinare, contro la Pan si scaglia oggi l’Anavafaf (Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti) che propone, visto il momento di crisi in cui versa il Paese, di depennare la pattuglia acrobatica dalla spesa della Difesa. Una presa di posizione che viene da un’associazione vicina all’aeronautica e che colpisce uno dei simboli più amati dagli italiani, un vero e proprio vanto per il Belpaese e in particolare per il Friuli che ospita la pattuglia nella base di Rivolto e la considera ormai parte integrante dell’identità regionale.

Non stupisce, dunque, che le voci dei parlamentari friulani si levino per lo più e al di là dei colori politici in favore della pattuglia, salvo una. Se dal Pdl di Isidoro Gottardo al Pd di Ettore Rosato e Ivano Strizzolo fino all’Udc di Angelo Compagnon arriva una levata di scudi contro la proposta dell’Anavafaf, quest’ultima trova invece sponda tra le file del Carroccio e in particolare nell’onorevole Massimiliano Fedriga, che la definisce «valutabile». A “sottoscriverla”, sollevando un nuovo polverone attorno alla pattuglia acrobatica, è stato ieri Falco Accame, il presidente del sodalizio che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle forze armate secondo il quale i costi elevatissimi delle Frecce sarebbero oggi incompatibili con la situazione di ristrettezza economica in cui versa il Paese. Da qui la proposta di dismettere la Pan dall’Aeronautica e dal bilancio della Difesa.

«Le pattuglie acrobatiche fanno degli show aerei che richiamano moltissime persone, ma questa attività – afferma Accame – non c’entra niente con i compiti dell’aeronautica militare. In molti paesi le pattuglie acrobatiche sono affidate a civili e si finanziano con gli introiti degli show aerei, mentre in Italia le Frecce Tricolori fanno capo ai bilanci della Difesa e i loro costi sono elevatissimi. Basta pensare – conclude Accame – che a loro disposizione c’è un intero aeroporto, quello di Rivolto, con centinaia di dipendenti».

Non si tocchino ai friulani Rivolto e la Pan, difesi ieri a spada tratta dalla gran parte dei “nostri” parlamentari. «In questo periodo di crisi e di anti-politica, in cui tutti dicono quel che vogliono, il problema è un altro, come ha dimostrato il 2 giugno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: i simboli di una nazione non possono essere considerati uno spreco», dichiara secco Isidoro Gottardo (Pdl). «Bisogna tener conto della crisi e adoperarsi per ridurre le spese, ma prendersela con la Pan, ambasciatrice dell’Italia nel mondo quanto a tecnologia e capacità, non ha senso – afferma Ettore Rosato (Pd) -. Questa proposta rischia di diventare una bandiera. Di soldi da tagliare ce ne sono molti, anche nel ministero della Difesa, ma non alla pattuglia acrobatica che ha già limitato la sua attività».

Per Ivano Strizzolo (Pd) l’origine di tutti i mali sta nella mancata lotta all’evasione fiscale. «Oggi il Governo e il Parlamento sono chiamati a scelte impopolari dopo anni passati senza aver combattuto l’evasione. Questa dev’essere la lotta del nostro futuro. Non quella tra un’associazione meritevole di grande rispetto e le Frecce Tricolori che, oltre a rappresentare un patrimonio per il Friuli e l’Italia, consentono un tale ritorno economico in termini di promozione da garantirsi in buona parte l’autofinanziamento». Angelo Compagnon (Udc) liquida la proposta come «folcloristica». «Che si debba spender meno e si debbano eliminare gli sprechi siamo tutti d’accordo, ma che si speculi su uno dei fiori all’occhiello del nostro paese, proponendo di chiudere ciò che funziona per far finta di risparmiare questo mi pare inaccettabile».

Di diverso avviso è invece Massimiliano Fedriga (Ln) che, dicendosi pronto a valutare la proposta dell’Anavafaf, punta il dito contro le forze armate. «Sono la prima fonte di spesa che bisognerebbe tagliare drasticamente – dichiara –, tanto che la Lega sta attualmente valutando il taglio delle missioni all’estero per finanziare l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa».

Lettera ai presidenti dei Club Frecce Tricolori

La lettera del Presidente del 1° Club Frecce Tricolori, Remigio Villanova, sottoscritta anche dal Ns. Club.
... E ci risiamo...
Per l'on. Falco Accame le Frecce Tricolori sono un rospo che non riesce a deglutire...
Mi son chiesto come mai un militare arrivato agli apici della carriera, un onorevole che si è dedicato ai militari, vuole ostinatamente eliminare questo fiore all'occhiello dell'ITALIA e delle FORZE ARMATE.
Invidia...ripicche personali ....sicuramente niente a che vedere con la volontà degli ITALIANI.
Gli ITALIANI amano le cose belle: la Ferrari, le Frecce Tricolori, l'Aermacchi, la Vespucci, Valentino con i suoi abiti e... poche altre eccellenze.
Gli ITALIANI non amano gli sprechi e mi chiedo per questo, se l'on. Accame non voglia dare veramente il buon esempio, rinunciando al suo vitalizio di parlamentare, che riceve da moltissimi anni, sperando che altri parlamentari seguano il suo esempio e si impegnino ad eliminare veramente le moltissime cose VERGOGNOSE, che riescono comunque a portare avanti, in barba alle richieste di tanta gente.
Gli ITALIANI, ovunque essi si trovino, amano le FRECCE TRICOLORI.
Passando sopra l'ALTARE DELLA PATRIA, dispiegando il NOSTRO TRICOLORE, la PATTUGLIA ACROBATICA NAZIONALE ci fa fremere di vera italianità.
E allora on. Accame, continui pure su questa strada...dimostri fino in fondo le grandi capacità e la lungimiranza del "nostro" corpo politico.
Ci tolga anche queste pochissime grandi emozioni.... e non riceverà sicuramente "ne baci...ne abbracci..."
VIVA LE FRECCE TRICOLORI.
Dott. Remigio Villanova
Presidente del Primo Club Frecce Tricolori
in rappresentanza di 128 Clubs presenti in Italia e nel Mondo.
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