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Le Frecce Tricolori tornano in Polonia

Intervista al comandante durante l’Air Show di Radom (27-28 agosto 2011)

di Gian Marco Mele
da Gazzetta Italia - Mensile Associazione “Italiani In Polonia” - Settembre 2011, n. 12, anno 2011 - p. 4
L’AIR Show di Radom (27 e 28 agosto 2011) ha ospitato
per due giorni l’evoluzione delle Frecce Tricolori che
si sono esibite assieme a rappresentanti di Austria,
Belgio, Croazia, Francia, Grecia, Olanda, Polonia,
Repubblica Ceca, Stati Uniti, Svizzera e Ungheria,
Le Frecce Tricolori, Pattuglia Acrobatica Nazionale
dell’Aeronautica Militare, festeggiano quest’anno
il loro cinquantesimo anniversario di fondazione.
Con dieci aerei, di cui nove in formazione e uno
solista, sono la pattuglia acrobatica più
numerosa del mondo, ed il loro programma
di volo, comprendente una ventina di acrobazie
e della durata di circa mezz'ora, le ha rese tra le più
famose. Abbiamo raggiunto all’aeroporto
di Radom il comandante Marco Land che ci
ha rilasciato un’intervista.
C’è grande aspettativa da parte della stampa
specializzata e del pubblico polacco circa
l’esibizione delle Frecce Tricolori, la cui ultima
esibizione da queste parti è stata diversi anni fa.

Quali i suoi ricordi e le aspettative in merito?
Ricordo benissimo l’ultima volta che siamo stati in Polonia.
Era il 2001, sono quindi passati esattamente dieci anni.
Molte cose sono cambiate, altre sono rimaste uguali. Sono
migliorate le infrastrutture e l’organizzazione, mentre sono rimasti
costanti l’ospitalità della gente polacca e gli ottimi rapporti tra la Polonia e
l’Italia. Essere qui a Radom a rappresentare l’Aeronautica Militare
Italiana e il nostro paese è per noi un grande onore rinfrancato da uno spirito
di amicizia e fratellanza tra i due paesi. Non ci siamo solo noi come Frecce Tricolori
ma c’è anche un Reparto Sperimentale Volo che presenta un’altra macchina come l’AMX
di produzione e concezione italiana.

Quali sono le differenze tra Frecce Tricolori e il reparto sperimentale prima accennato?
Le Frecce Tricolori sono la Pattuglia Acrobatica Nazionale e rappresentano l’Aeronautica Militare
e lo fanno con il volo acrobatico collettivo di dieci veicoli Aermacchi MB339. L’aeronautica militare,
la forza armata, ha anche un altro reparto che si occupa invece di presentare velivoli singoli in dotazione all’aeronautica militare. Si chiama Reparto Sperimentale Volo e si occupa dello sviluppo di tutti i sistemi in dotazione e insieme a questo presentano i vari velivoli. A Radom verrà presentato l’aeromobile AMX.

Gli organizzatori dell’Air Show di Radom hanno parlato delle Frecce Tricolori come la miglior pattuglia acrobatica. Esiste una classifica delle migliori pattuglie acrobatiche? Se si, come è possibile misurare la fama di un gruppo rispetto ad un altro?
In ogni comunità ristretta ed estremamente specializzata come quella delle pattuglie acrobatiche, volo acrobatico in formazione militare, ci troviamo di fronte a una realtà molto specifica. Lo spirito che anima queste pattuglie, nelle occasioni di incontro durante le varie kermesse è quello dell’amicizia e della consapevolezza di condividere qualcosa di unico.
È difficile confrontarsi con altre realtà se non con quelle simili alla nostra, possibile solo a livello internazionale. Tra le varie pattuglie acrobatiche non esiste alcuno spirito di competizione. Ci si ritrova sempre volentieri scambiandosi pareri e opinioni su tecniche di conduzione del volo. Dal punto di vista tecnico esistono dei modi differenti di condurre il volo a seconda dei mezzi impiegati e delle tecniche storiche che vengono utilizzate. Il giudizio su quale sia la migliore pattuglia acrobatica o su quale possa piacere di più è soggettivo. Sono gli spettatori che alla fine decidono cosa piace di più.

Sembra quindi che già il pubblico polacco o gli organizzatori abbiano scelto. Che ne pensa?
Questo ci farebbe certamente piacere come ci piace fare il nostro lavoro al meglio. Se quindi riusciamo a lasciare una buona
impressione e a suscitare un’emozione vorrà dire che siamo riusciti a rappresentare quello che è il nostro compito principale ovvero far vedere quello che con professionalità e sicurezza riesce a fare una forza armata.

La Polonia potenzialmente presenta delle incognite metereologiche, anche nei mesi estivi. Come vi siete preparati?
Il volo ovviamente si deve adattare a tutte le condizioni climatiche e metereologiche per essere condotto nel migliore dei modi. Per questo motivo esistono tre programmi di volo diversi: un programma “completo” che presentiamo quando c’è bel tempo; un programma che noi chiamiamo “basso” che è più limitato nel caso si abbassassero le nuvole; se invece le condizioni metereologiche dovessero peggiorare ulteriormente esiste il programma “piatto” che è il programma più semplice che si può eseguire in condizioni metereologiche particolarmente proibitive. Oltre questo vuol dire che il tempo sarebbe talmente brutto che non ci sarebbe neanche il pubblico. Le condizioni metereologiche odierne a Radom sono ottimali,
così come il fondo piatto e verde è lo scenario ideale per la conduzione del volo.

L’aeronautica militare polacca sta vivendo un periodo di forte tensioni legate al disastro aereo di Smolensk dell’aprile 2010. Quali sono le sensazioni dall’Italia?
Non ci sono stati contatti diretti in tal senso. È indubbio che quello che ha sofferto la Polonia ha colpito tutto il mondo e in modo particolare l’Europa ed è una tragedia di condizioni considerevoli che ha lasciato il segno. Come altre volte in passato l’aeronautica e la Polonia dimostrano di sapersi risollevare reagendo a questi eventi con calma e determinazione.

Portiamo il saluto della comunità italiana in Polonia, dei nostri lettori e della redazione augurando in bocca al lupo per l’esibizione acrobatica.
Personalmente non prenderò parte al volo ma sarò a terra per supervisionare i ragazzi. Anche da parte nostra salutiamo
tutti i connazionali che a vario titolo vivono e lavorano in Polonia aggiungendo che personalmente due dei nostri tecnici sono sposati con ragazze polacche e abbiamo quindi una certa integrazione con la Polonia che conosciamo bene.
Gian Marco Mele
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