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Marco Lant - Vita da leader

Da piccolo assisteva assieme al padre alle loro prove. Adesso ne è il punto di riferimento in cielo. Il Capo Formazione delle Frecce Tricolori si racconta per iMagazine.

di Andrea Doncovio
da iMagazine, anno 3, n° 2, marzo-aprile 2008, pp. 20-27
Nonostante il tempo uggioso e la scarsa visibilità, alcuni curiosi osservano con attenzione ciò che avviene oltre la rete di recinzione. I cartelli No photo e Zona off limits ricordano a tutti che quella è un’area militare. Ma per molti è qualcosa di più. È il tempio del volo.
Quasi trent’anni fa, dietro a quella rete che costeggia la statale 13 tra Udine e Codroipo, tra gli appassionati in fremente attesa c’era anche Marco Lant. Da lì osservava le prove e le esibizioni della più importante pattuglia di volo acrobatico italiana: le Frecce Tricolori. Un simbolo nazionale che per gli abitanti del Friuli Venezia Giulia ha sempre rappresentato qualcosa di più. Non solo un vanto, ma un vero e proprio elemento integrante del tessuto sociale di questa regione.
Ora 36enne, al di là di quella rete Marco Lant prepara assieme ai suoi compagni la stagione 2008 della PAN (Pattuglia Acrobatica Nazionale). Addestramento intenso, briefing ed esercitazioni in volo. Tempo permettendo. “Oggi la visibilità è troppo scarsa per le prove in aria”, spiega mentre ci accoglie per l ’intervista al primo piano della base operativa di Rivolto. “Il nostro – aggiunge sedendosi su uno dei divani della stanza affianco al piccolo bar interno – è un tipo di volo che non concede rilassamenti. Solo praticandolo con costanza si possono mantenere i massimi livelli di esecuzione”.

Anche per questo l’addestramento è fondamentale…
Il nostro lavoro comporta un notevole stress, sia mentale che fisico. Il mio ruolo poi è particolare: durante l’esibizione il leader comunica in continuazione con i compagni. Quando atterriamo sono quasi sempre senza voce.

A proposito di volo: quando è nata in lei questa passione?
Quando cresci a pochi chilometri da qui è impossibile non innamorarsi di questi velivoli. Un ruolo importante poi lo ha avuto mio padre. Pur non avendo mai operato in questo campo ha sempre nutrito grande passione per il volo. Da piccolo mi portava a vedere gli “airshow” e le prove delle Frecce Tricolori proprio fuori dalla base.

Il passaggio da spettatore a pilota com’è stato?
Dopo aver superato tutte le prove sono entrato in Accademia, poi è stato un continuo. Per intraprendere questa carriera ci vogliono dedizione e passione, ma anche fortuna: trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Il primo volo in solitaria se lo ricorda ancora?
Impossibile da dimenticare. È successo nel 1989 all ’Aeroclub di Campoformido, a due passi da qui. Fu una cosa inaspettata…

Ovvero?
Avevo appena terminato l’ora di volo con un istruttore per me molto importante, purtroppo ora scomparso, il comandante Torro di Pordenone. Stavo parcheggiando il velivolo quando l ’istruttore mi disse: “Non spegnerlo, vatti a fare un giro da solo”.

La sua reazione?…
Appena l’istruttore è sceso mi son detto: “E ora dove vado?”. Poi però ho pensato che se avevo la sua fiducia non ci sarebbero stati problemi. E così è stato. Anche se le gambe tremavano…

Quando ha deciso di entrare nella Pattuglia Acrobatica Nazionale?
Al termine dell’esperienza nel reparto operativo. Allora pilotavo i Tornado presso la base di Ghedi, vicino Brescia. Appena si è presentata l’occasione per fare domanda ci ho provato.

Un friulano leader delle Frecce Tricolori: che effetto fa?
Sarà banale, ma è una sensazione unica. È già particolare essere il leader di questa formazione. Esserlo nella terra in cui sono nato e cresciuto ha un significato ancora più importante.

Quando è lassù, sul Pony 1, Marco Lant a cosa pensa?
La concentrazione è sempre massima, ma i sentimenti sono particolari. Da ll ’onore per ricoprire questo ruolo alle responsabilità che ne derivano. Volare da leader, paradossalmente, vuol dire anche essere un po’ solo: per la conformazione con cui voliamo in gruppo, infatti, il capo pattuglia è davanti e fisicamente non vede gli altri aerei.

Il pubblico invece lo vede?
Parliamo di una componente fondamentale: tutta l’esibizione si svolge in funzione del pubblico. Se poi ci esibiamo in luoghi familiari le sensazioni sono particolari…

Un esempio?
Nel mio caso le esibizioni a Lignano, dove vivo durante l’estate. Lo scorso anno il giorno del volo ero in spiaggia con i miei amici. Alle 10, prima di partire verso la base, ho detto loro: “Ci vediamo tra cinque ore. Dall’alto…”.

A proposito di amicizie: fare il pilota lascia abbastanza tempo per la vita privata?
Durante l ’attività invernale i tempi sono standard, con i week end normalmente liberi. In estate, nel periodo delle esibizioni, il sabato e la domenica voliamo.

Niente giorni liberi?
Di solito a inizio settimana, in controtendenza col resto del mondo. A volte mi trovo a chiedere a qualche mio amico: “Dove andiamo martedì?”. E lui risponde: “Io a lavorare, tu non so…”.

Nel suo lavoro Marco Lant ha mai avuto paura?
Certamente. Magari sotto altre forme, ma nel nostro mestiere la paura è una sensazione ben accetta, perché ci fa mettere in guardia. Paura è il tempo che passa tra l ’ imprevisto e il ricondurlo a un’esperienza già vissuta. L’unica maniera per combatterla è affrontarla in modo adeguato attraverso l ’addestramento.

Ampliamo gli orizzonti: si dice che al giorno d’oggi in tutti i campi mancano veri leader. Quali sono le caratteristiche imprescindibili per questa figura?
Per essere leader ci vuole umiltà e rispetto delle competenze dei propri collaboratori. E avere sempre la forza di prendere decisioni: è meglio una decisione sbagliata che una decisione non presa.

Nelle Frecce Tricolori quando il Leader termina la sua carriera solitamente diventa Comandante: da Capo Formazione in volo a direttore d’orchestra a terra, come si vede?
È un futuro che vedo ancora lontano. Per ora non voglio proprio pensarci…

GLOSSARIO

☛ Comandante: è il pilota numero 0 che in formazione non vola ma che, come un direttore d’orchestra, da terra via radio, ha il compito di dirigere, coordinare e controllare le attività di volo. Gestisce anche tut ta l’at tività del Gruppo sia a terra che in volo ed è il pilota più esperto e di riferimento nel Team. Deve aver volato all’interno della formazione per almeno 4 anni ed essere stato leader del Gruppo. Non necessariamente è il pilota più alto in grado, ma di sicuro è quello che ha più anni di pattuglia.
☛ Leader (il pilota con la coda numero 1): a lui è af fidato il compito di gestire il volo nella sua completezza. Se fosse un’orchestra, sarebbe il primo violino, quello che da il “la” a tutti gli altri. È un pilota esperto della formazione con almeno 4 anni di volo come Gregario.
☛ Solista: è un pilota esperto della formazione che ha volato almeno 4 anni come gregario e quindi conosce bene i meccanismi e le tempistiche del Gruppo.
☛ Fanalini (6 e 9): il loro nome deriva dalle tradizioni acrobatiche. In particolare il numero 6 è il primo fanalino o leader della seconda sezione costituita dal rombetto di 4 velivoli con i numeri 6, 7, 8 e 9. È uno dei 3 piloti più importanti della formazione (gli altri sono il leader ed il solista). Il Secondo fanalino chiude la formazione conferendole stabilità.
☛ Gregario: è il pilota della formazione che non ricopre ruoli chiave (che sono i velivoli dell'asse centrale od il solista) e che quindi vola lateralmente (ad esempio il 2 o il 5) ed il cui compito non è di "guidare la formazione" ma di rimanere in ala seguendo il leader nelle sue evoluzioni ed effettuando a suo comando delle manovre acrobatiche.
☛ Pony: è il nominativo radio dei piloti della PAN: le origini di tale nome sono incerte ma molti sostengono che derivi dal fatto che il Gruppo dal quale le Frecce Tricolori sono nate aveva come stemma il Cavallino Rampante di Francesco Baracca.

I CLUB

In Italia e nel mondo sono 117 i club “Frecce Tricolori”, enti non a scopo di lucro con il fine di promuovere la passione per il mondo aeronautico e per le Frecce Tricolori. Nove di questi si trovano nella nostra regione: 3 nella provincia di Udine (Codroipo, Colloredo di Monte Albano e Tolmezzo), 3 nella provincia di Gorizia (Monfalcone, Grado e Gorizia); 2 nella provincia di Pordenone (entrambi a Roveredo in Piano) e uno a Trieste. Nel resto d’Italia la regione col maggior numero di club “Frecce Tricolori” è il Veneto (24 sodalizi). All’estero sono sorti club in Germania, Austria, Canada, Australia ed Emirati Arabi.
La base
La base della PAN si trova a Rivolto, presso l’aeroporto “Mario Visentini”. Qui si trovano gli edifici del comando del 2º Stormo e i locali dei vari gruppi di supporto. L’area operativa della PAN si sviluppa lungo il lato meridionale della pista 06/24 (direzione dell’asse pista riferita al nord), una striscia d’asfalto lunga 2.990 metri e larga 45, dove opera il 313º Gruppo Addestramento Acrobatico. Seppur inquadrato in un ente di livello gerarchico superiore, il 313º Gruppo ha una struttura organizzativa propria che conferisce al reparto quel grado di autonomia indispensabile per assolvere il proprio compito istituzionale: rappresentare l’Aeronautica Militare e l’Italia in manifestazioni aeree in ambito nazionale e internazionale.
È possibile visitare l'aeroporto delle Frecce Tricolori nei mesi di Marzo e Aprile previo contatto con la Sezione Pubbliche Relazioni (tel 0432902166, fax 0432902178, pan@aeraeronautica.difesa.it).
Il personale
I piloti della Pattuglia Acrobatica sono piloti dell’Aeronautica Militare provenienti dalla linea caccia. Provengono sia dall’Accademia che dai corsi di complemento.
Normalmente passano circa 10 anni fra il momento in cui si iniziano i corsi in Aeronautica ed il momento in cui si hanno i requisiti per partecipare alla selezione annuale per le Frecce.
Oltre ai piloti, la PAN racchiude in sé il meglio di quasi tutte le possibili professioni disponibili per il personale dell’Aeronautica: dagli esperti del motore a quelli delle armi e dei sistemi di bordo, dalle Pubbliche Relazioni ai contatti con la stampa, dai fotografi agli esperti informatici, dagli uomini radar a quelli meteo.
I piloti della PAN si occupano in prima persona anche dell’organizzazione degli eventi: dalla logistica al rapporto con i mezzi di informazione, passando addirittura per la gestione dei bagagli.
Stagioni PAN
L’attività delle Frecce Tricolori è di fatto suddivisa in due periodi.
La stagione estiva (maggio-ottobre) è caratterizzata dalle manifestazioni ufficiali in Italia e all’estero; la stagione invernale (novembre-aprile), invece, è interamente dedicata all’addestramento. In questo periodo la PAN opera principalmente dalla base di Rivolto, volando in media tre volte al giorno per cinque giorni alla settimana.
La storia
Lo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare decise nel 1961 di costituire una sola pattuglia acrobatica nazionale composta dai migliori elementi disponibili. A Rivolto, sotto la guida del Maggiore Mario Squarcina, prese vita il 313º Gruppo Addestramento Acrobatico "Frecce Tricolori" che oggi, con la formazione di nove velivoli ed un solista, costituisce la più numerosa compagine acrobatica del mondo, universalmente riconosciuta tra le più prestigiose.
Andrea Doncovio - si ringrazia il sig. Vanni Veronesi per l'invio di questo articolo
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