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Aereo fa acrobazie e si schianta contro una villetta. Morto il pilota

Fatale impatto contro il balcone di una villetta a schiera. La vittima è Stefano Rosa, ex pilota delle Frecce Tricolori
di Federico Guiglia
dal corriere.it - 20 novembre 2008 [ fonte ]
 
MILANO - Era impegnato in una serie di acrobazie, nell'ambito di
alcune esercitazioni di volo, l'aereo precipitato giovedl mattina
(un Siai Marchetti SF26o) dopo essersi schiantato contro il piano
superiore della casa di un gruppo di quattro villette a schiera
a Rozzampia. L'incidente è avvenuto a circa 300 metri dalla
pista di atterraggio dell'aeroporto di Thiene (Vicenza). Il pilota,
il comandante Stefano Rosa, ex Frecce Tricolori,
è morto carbonizzato.

LA DINAMICA - Al momento dell'incidente, il proprietario
dell'abitazione, un poliziotto, si trovava nel garage
e ha solo sentito un boato provocato dall'impatto
del velivolo contro il balcone della sua abitazione,
mentre la moglie pare fosse in una stanza al
piano terra. L'aereo ha "centrato" la camera
della figlia di 13 anni, che invece era scuola.
Il velivolo, finito nella stanza con la parte anteriore,
ha preso fuoco e il pilota è morto carbonizzato.
I vigili del fuoco, intervenuti tempestivamente,
hanno spento l'incendio prima che le fiamme
si propagassero per l'abitazione. I resti dell'aereo
e la villetta sono stati posti sotto sequestro.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri di Thiene
e personale dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo che
conduce l'inchiesta tecnica di competenza.

EX FRECCE TRICOLORI - La vittima è Stefano Rosa,
ex Frecce Tricolori, era solista di una pattuglia acrobatica civile.
Oltre al volo coltivava un'altra grande passione, il golf, di cui è un
vero fanatico. Nell'Aeronautica Militare aveva prestato servizio presso
il Corso Vulcano 3°. Stefano Rosa aveva 47 anni, era nato a
Senigaglia (Ancona) e risiedeva a Gradiscutta di Varna (Udine).
Con altri tre piloti aveva appena finito di provare alcune figure acrobatiche
per una prossima manifestazione. I quattro erano scesi all'aeroporto
Ferrarin di Thiene. Rosa, pero, era subito risalito per allenarsi un altro po' da solo.
Secondo le testimonianze, l'aereo volava a bassa quota, in assetto molto inclinato,
quando si è schiantato contro la villetta.

Si schianta ex pilota delle Frecce Tricolori Il sindaco ferma i voli: Troppo pericolosi

dal repubblica.it - 21 novembre 2008 [ fonte ]
VICENZA - «Da tempo avevamo segnalato il pericolo, ed è successo...». Luca Zanivan abita a cinque metri dalla villetta di Rozzampia, frazione di Thiene, contro la quale ieri mattina si è schiantato con il suo aereo Stefano Rosa, ex pilota delle Frecce tricolori, morto nell' impatto. Vivi per miracolo gli inquilini della casa. Hanno avvertito uno schianto fortissimo e poi un' esplosione. Sono fuggiti prima che le fiamme li divorassero. «Una scena terribile», racconta Ivano Barbieri, presidente del comitato di quartiere, arrivato sul posto subito dopo l' incidente. Rosa, 47 anni, originario di Senigallia, volava con i Breitling Devils, pattuglia acrobatica nota a livello internazionale. Ai tempi delle Frecce Tricolori, nel 1988, era scampato all' incidente di Ramstein, in Germania: all' epoca persero la vita, durante l' esibizione, tre piloti della squadra acrobatica italiana e 67 spettatori. Altre mille persone rimasero ferite. In seguito Rosa aveva lavorato nell' aviazione civile, come pilota degli aerei della compagnia di Niki Lauda. Ora il sindaco di Thiene, Marita Busetti, della Lega, ha vietato i voli acrobatici sul territorio del comune. Ma solo due giorni fa i residenti del caseggiato erano stati da lei per lamentarsi. «I voli a bassa quota negli ultimi tempi si erano fatti frequenti - racconta Barbieri - e noi avevamo paura». Zanivan, invece, si considera un miracolato. «Solo cinque metri e avrebbe colpito la mia villa. Per fortuna i nostri vicini sono rimasti illesi». Il velivolo, un Siai Marchetti Sf del 1960, è penetrato per metà nella camera da letto di una bambina di tredici anni, che in quel momento era a scuola. Il locale è andato completamente distrutto, i vigili del fuoco hanno faticato a trovare i resti carbonizzati del pilota. La madre della piccola invece era nella stanza attigua. Anche il papà, poliziotto alla questura di Vicenza, era in casa: entrambi sono miracolosamente illesi. La famiglia è stata ospitata temporaneamente in un alloggio messo a disposizione dal Comune. La loro casa, invece, è stata dichiarata inagibile e posta sotto sequestro. Secondo le testimonianze, prima di schiantarsi contro la villetta l' aereo avrebbe volato con l' ala inclinata, e a bassa quota. Sul caso i carabinieri e i vigili del fuoco hanno già compiuto i primi accertamenti, che saranno trasmessi in procura. Anche l'agenzia nazionale sicurezza volo ha aperto un' indagine. (da. ca.)

Aereo su una casa, muore ex solista della Pan

Uno schianto fortissimo, un’esplosione, poi il fuoco: questo hanno avvertito gli abitanti della villetta di Rozzampia (Vicenza) nella quale si è infilato l’aereo condotto da Stefano Rosa, morto nell’impatto. Rosa, ex pilota delle Frecce tricolori, adesso volava con i Breitling devils, pattuglia acrobatica. Quando faceva ancora parte delle Frecce era sfuggito all’incidente di Ramstein, avvenuto nel 1988 in Germania, in cui persero la vita, durante un airshow, 3 piloti della squadra acrobatica italiana e 67 spettatori, mentre altri mille rimasero feriti.

dal messaggeroveneto.gelocal.it - 21 novembre 2008 [ fonte ]
VICENZA. Una scena impressionante, impossibile da dimenticare. L’aereo che si abbassa e si schianta contro la porzione centrale di quattro villette a schiera. Un botto impressionante. Poi le fiamme e il fumo. Il poliziotto di quartiere della questura di Vicenza Daniele Dal Santo era in garage e ha sentito tremare la casa. La moglie, Valeria Ialongo, era nella stanza a fianco e ha sentito un boato, come se fosse scoppiata una bomba.
Erano le 11,25 di ieri quando hanno rischiato la vita. L’aereo pilotato da Stefano Rosa si è abbassato troppo e ha colpito in pieno la facciata della loro abitazione, entrando con la carlinga fin nella camera da letto della loro figlia Gloria, di 13 anni, che a quell’ora era scuola. Per Rosa, 47 anni, ex ufficiale dell’Aeronautica e per anni gregario sinistro della formazione delle Frecce tricolori, non c’è stato nulla da fare. L’impatto è stato violentissimo, e sono dopo l’urto è scoppiato un furioso incendio.
Il dramma è avvenuto in via Rozzampia, nell’omonima frazione di Thiene, a due passi dall’aeroporto Ferrarin. Faceva parte della pattuglia acrobatica civile “Breitling devils”, nota a livello internazionale, con altri 4 colleghi e ieri mattina si stava esercitando con loro. Aveva appena concluso un’attività di addestramento, ed era atterrato con gli amici al Ferrarin. Aveva salutato Sergio Maron, titolare della scuola di volo acrobatico, ed era ripartito: «Faccio un ultimo giro da solo», erano state le sue ultime parole prima di salire sul Siai Marchetti SF 260 sdel 1960, che pilotava da anni, con grande esperienza. Un aereo difficile, spiegano gli esperti, ma adatto alle evoluzioni. Pochi minuti dopo lo schianto. L’incidente, al quale hanno assistito alcuni testimoni, è avvenuto a qualche centinaio di metri in linea d’aria dalla pista del Ferrarin.
L’allarme è stato immediato. A Rozzampia sono arrivati l’ambulanza del Suem, due squadre di vigili del fuoco di Vicenza, i carabinieri di Thiene, la polizia locale, le volanti della questura. Per Rosa si è subito compreso che non c’erano speranze: è morto carbonizzato fra i resti dell’aereo, ridotto a un ammasso di lamiere contro il poggiolo della villetta. Dal Santo e la moglie sono rimasti illesi, pur spaventati.
Stefano Rosa era ai comandi dell’Aermacchi Mb339 Pony 7 il 28 agosto 1988, quando nel cielo di Ramstein avvenne la terribile tragedia, che provocò la morte di tre piloti delle Frecce tricolori. Eppure lo stuggente dolore per la morte degli amici (era molto legato a Ivo Nutarelli) riusciva a custodirlo nel suo cuore, difficilmente parlava di quanto era accaduto davanti ai suoi occhi.
Ora per un assurdo gioco del destino ha trovato la morte tra le fiamme che hanno avvolto il Siai Marchetti sul quale stava allenandosi, schiantandosi contro una villetta.
Rosa era nato a Sinigallia il 10 gennaio 1961, ma da quando era stato mandato alla Pan aveva scelto Gradiscutta di Varmo per vivere. Era sposato con una canadese: Glenda May Sperling, dalla quale nel 1991 aveva avuto il figlio Alex James. Quest’ultimo si trova negli Stati Uniti, dove oltre a frequentare un college, era iscritto a una scuola di volo e voleva seguire le orme paterne.
Era entrato nell’Accademia aeronautica e aveva frequentato il corso Vulcano 3º, poi era stato in Canada per seguire i corsi di pilotaggio sul velivolo Ct-114 Tutor, e sucessivamente era stato abilitato per volare con i Fiat G91/t e con l’F104. A Cottesmore aveva frequentato il corso sul Tornado PA200 e assegnato al 154º Cbs di Ghedi. Nella Pan si è esibito in ben 140 esibizioni ufficiali. Lasciata l’Aeronautica militare trovò subito lavoro con la Lauda Air, compagnia che poi si è trasformata in Livingstone, dove era ancora occupato
«L’avevo sentito solo un’ora prima – racconta Carlo Baron, che per moltissimi anni è stato il comandante degli specialisti del 313º gruppo addestramento acrobatico –. Doveva raggiungerci a Jesolo, dov’era in programma una partita di calcio. Era da sempre la mezzala della formazione. Lo ricordo come una persona eccezionale, qualsiasi cosa facesse riusciva a farla ai massimi livelli. Oltre al volo aveva un’altra grande passione: il golf. Era diventato un fanatico di questo sport, ma prima ancora aveva praticato il tennis, riuscendo a risultare sempre uno dei più bravi».
Ma tutto ciò che era estremo lo affascinava: dalle grandi altezze alle profondità degli abissi. Aveva al suo attivo centinai di immersioni subacquee. Ma amava anche la musica: il suo cantante preferito era il “Boss” Bruce Springsteen, che aveva seguito in occasione della sua ultima esibizione a Villa Manin.
Rosa aveva fatto parte dei Red Bulls, a bordo dei Sukoi, fino all’incidente di Lignano, e dall’inizio dell’anno faceva parte del team acrobatico Bretling Devils, del quale era una “colonna portante”. La pattuglia acrobatica che doveva continuare la tradizione tarcciata nell’ormai lontano 1990 dalle Alpi Eagles.
Un formazione nuova, ma non per quanto riguarda il presidente, piloti e speaker. Il presidente è Ambrogio Delachi, primo sostenitore del team e poi ci sono il comandante Angelo Boscolo, nel ruolo di leader e capoformazione; comandante Stefano Giovannelli team manager, gregario sinistro e leader alternato; il comandante Beppe Liva, gregario destro e responsabile dell’addestramento; il comandante Mario Ferrante, gregario sinistro e solista alternato; il comandante Dimitri Marzarolli, gregario destro; il comandante Pierluigi Fiore, gregario destro; il comandante Stefano Miotto “Fanalino”. E poi il comandante Stefano Rosa, solista e gregario sinistro alternato.
Otto piloti per cinque aerei, questo per avere la certezza di presentare al proprio pubblico uno spettacolo sempre completo, in quanto quasi tutti i piloti sono comunque impegnati nella loro attività ai comandi di velivoli di linea o di aerei militari.
La sede dei Breitling Devils è situata all’aviosuperficie di Thiene, dove purtroppo è avvenuto il tragico incidente. E dove ieri mattina si svolgevano i voli di addestramento, conclusi poi in maniera tragica.
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