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Le Frecce Tricolori e la missione “Giotto”

del Magg. Massimo Tammaro
da "Air Show", Organo Ufficiale della Federazione Italiana Operatori Manifestazioni Aeree
anno 1, n° 0, maggio 2006 - p. 12 e segg. [ fonte ]
 
Ormai sono passati molti mesi, le olimpiadi invernali sono un bel ricordo specialmente per chi ha potuto viverle direttamente seguendo gli atleti sui campi di gara. Momenti con il fiato sospeso e delusioni, gioia e lacrime hanno caratterizzato Torino 2006. Allo spettacolo delle gare si è aggiunto, nell'attesa dell'evento, lo spettacolo offerto dalle Frecce Tricolori, chiamate direttamente dalla Rai a realizzare le immagini della sigla Tv che preannunciava l'evento. Nelle prossime righe scoprirete i dettagli della realizzazione di questa manovra, la preparazione e gli studi che hanno portato al volo ripreso dalle telecamere RAI del 22 Novembre.
Senza tralasciare le emozioni caratteristiche dei giochi ma forti anche a bordo mentre i piloti erano impegnati nella manovra. Per chi ha visto la sigla il parallelismo fra atleti e piloti era immediato e riconoscibile, curve sugli sci e virate in aria, salti dal trampolino e ripide cabrate.
Due tipi di sport caratterizzati dalla ricerca dell'estremo ma anche da una meticolosa preparazione supportata dalla tecnologia dei giorni di oggi e dalla esperienza data dalle tradizioni. “Questa manovra è unica” dice il Comandante delle Frecce, Paolo Tarantino “quando ho saputo della richiesta fatta dalla Rai era Ottobre mancavo pochissimo alla messa in onda. Ci siamo subito messi all'opera. Si può fare con i colori originali dei cerchi olimpici? mi hanno chiesto”.
La risposta è arrivata dopo poco. Tecnicamente si sarebbe potuto fare ma non c'era abbastanza tempo.
La manovra è nata nella Sez. Operazioni, che racchiude in se i piloti più esperti del Gruppo.
Il Leader e il numero 6 assieme al solista hanno cominciato a verificare i parametri di volo necessari per l'esecuzione. Prima pensandola con un solo velivolo.
“Il problema” dice il capoformazione Massimo Tammaro” non è stato solo capire quali erano i parametri migliori, ma adattarli alle esigenze di riprese che ci costringevano a volare molto alti per entrare tutti nell'obiettivo della telecamera togliendoci la possibilità di condurre il nostro volo seguendo dei punti di riferimento a terra.
Il volo si sarebbe svolto con questi parametri:
Quota: 7000 ft
Velocità: 165 KIAS
Flaps: T/O (posizione di decollo)
Motore: FULL
Bank: ≈ 70° / 2,8G (o quanto basta per mantenere velocità e quota)
Primo volo l'8 Novembre 2005. Un solo velivolo. A bordo il solista Andrea Rossi assieme al Cap. Andrea Braga. A terra in biga il Capoformazione in contatto radio con il velivolo. La manovra viene ripetuta più volte per circa un'ora. Vengono verificati i punti di riferimento, la tempistica dei comandi radio, le difficoltà di esecuzione della manovra. I tre piloti, in fase di debriefing dopo il volo, sono soddisfatti. La loro esperienza li ha aiutati trovare subito i parametri corretti, con il poco tempo a disposizione questo è sicuramente positivo. Tant'è che il volo successivo si può già programmare per il giorno dopo e già con una piccola formazione di 3 velivoli.
Secondo volo 9 Novembre. 3 velivoli guidati da terra dal Comandante. A bordo 2 piloti per aereo in modo da ridurre i tempi di apprendimento. Anche qui un'ora di volo. Si sperimenta per la prima volta quella che sarà l'idea vincente nell'esecuzione della manovra. Il capoformazione l'ha avuta durante le prove del giorno prima. I velivoli non vireranno tutti nella stessa direzione ma avranno direzioni opposte. In questo modo lo spettatore si rende conto di cosa gli aerei stanno disegnando nel cielo solo alla fine aggiungendo così una sorpresa alla sorpresa.
Ancora debriefing e piccole correzioni.
Terzo volo 21 Novembre. Sono passati più di 10 giorni. Ora ogni pilota sa esattamente cosa deve fare. È mattina quando si prova la formazione dei cerchi al completo ed un solo velivolo a simulare il tricolore che nella sigla sottolineerà la manovra principale. In volo i leader delle due sezioni sono il capoformazione per i 5 velivoli impegnati nel disegnare i cerchi ed il comandante per la sezione del tricolore. Per lui non è facile anche se la manovra è di per se poco complessa; una linea dritta, ma che deve essere sempre equidistante dai cerchi e che soprattutto deve iniziare e finire con gli stessi tempi degli altri 5 velivoli. La TV non aspetta. In biga uno degli ideatori il Cap. Rudy Barassi. Da adesso in poi a lui ed alla sua quasi decennale esperienza viene affidato il difficile compito di gestire il volo coordinandolo con le esigenze della troupe di terra.
Quarto volo 21 Novembre pomeriggio inoltrato. Giornata perfetta per la prova generale. La Sezione tecnica riesce a garantire i 10 velivoli pronti più la riserva nonostante il periodo invernale sia dedicato alla manutenzione degli aerei dopo la faticosa stagione delle manifestazione estive. Decollano in formazione. Tempo ottimo. Un'ora di volo, 6 prove e poi briefing con l'attesa visione del filmato che conferma le impressioni dei piloti. La manovra è pronta non ci sono più correzioni. Domani si va in scena.
Quinto e Ultimo volo 22 Novembre.
L'attività a terra è frenetica la Rai inizia a riprendere fin dal mattino. Per ottimizzare i tempi tutte le riprese, comprese quelle del “dietro le quinte” e le interviste vengono fatte in quel giorno. La tensione è elevata ma come spesso accade alle Frecce la goliardia e le battute fra i piloti riescono a stemperarla. “Un'occhiata dalla finestra: è buono” dice Tammaro” Devo assolutamente ridurre il livello di tensione che percepisco fra di noi. Non è tanto la manovra, credo. Si tratti piuttosto della tensione generata dalla consapevolezza di stare facendo qualcosa di unico. Decido di fare le cose con calma seguendo i ritmi che ci sono naturali, non voglio avere problemi. Briefing, vestizione, prevolo, rullaggio decollo.”
In breve tempo i velivoli si portano sulla verticale dell'aeroporto.
Le due formazioni si predispongono. “Eccomi su basiliano. Avverto la Biga semplicemente dicendo: Basiliano!”
Spesso le chiamate radio sono semplici frasi o addirittura una sola parola come in questo caso. In realtà quella veloce comunicazione significa molto di più. A terra le telecamere cominciano a girare, il regista cerca i velivoli trovandoli proprio dove dovrebbero essere. In volo i piloti si predispongono alla virata ripassano mentalmente i parametri. Anche la sezione del tricolore si predispone ad entrare nel campo visivo della telecamera.
“Leader in biga” dice Rudy Barassi da terra dopo pochi secondi. “Li ho visti subito. Il sole? No non è stato un problema lo coprivo con la mano ma loro erano comunque più alti. Strano l'effetto che mi ha fatto sentire il rumore del 339 così lontano. Sembrava come quando senti passare i jet di linea ma sono talmente alti che non riesci a vederli e dal suono sembrano ovunque. Un'occhiata veloce al regista sembra tutto apposto.”
“Ci siamo.” dice Andrea Rossi ”Massimo è davanti a me. Come da parametro lo vedo alle mie ore 2 cioè a circa 45 gradi rispetto al mio muso. Aspetto il suo via”.
“Pronti per l'apertura ... via!”.
“Comincia a virare, lui va a sinistra. Io viro al contrario verso destra. Ii G mi schiacciano al sedile. Triplicando la forza di gravità, il pantalone antiG si gonfia. non mi da fastidio specialmente considerando come schiaccia con i quasi 8 g che ottengo dal mio velivolo durante il volo da solista. Non vedo gli altri ma la biga non chiama vuol dire che stiamo andando bene. Passati i primi 90gradi con la coda dell'occhio comincio a vedere le scie dei fumi dei miei colleghi, nascondono i velivoli e quindi sembra quasi che il fumo scaturisca dal nulla disegnando i cerchi in modo perfetto.”
“Via i fumi...ora!”
“360 gradi, è finita.” pensa Marco Zoppitelli. Il pilota appena arrivato e non ancora titolare nella formazione ma con un background da istruttore sul 339 che gli ha consentito di far parte di questa sezione. “Ho cercato di vedere il cerchio dagli specchietti, ero curioso. Volevo vedere com'era ma non ho avuto tempo subito è arrivato il comando del capoformazione.”
“Resume”
“Mettiamo la prua della pista, ci guardiamo attorno cercandoci ed iniziamo a ricongiungere. Sotto di noi passano in formazione i 5 velivoli del tricolore, hanno appena finito.”
Missione Giotto. Così l'hanno soprannominata i piloti delle Frecce Tricolori.
Magg. Massimo Tammaro
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