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Alla scoperta delle Frecce Tricolori

di David Cenciotti
da Rivista Aeronautica - n°2/2006 [ fonte dell'estratto ]
 
  L’esibizione è solo l’aspetto più visibile dell’attività di volo delle Frecce Tricolori, il risultato di un’organizzazione capillare e di un intensissimo addestramento che si svolge principalmente nella stagione invernale. È infatti proprio nel periodo che va tra novembre ed aprile che la Pattuglia Acrobatica Nazionale, si allena in vista della lunga stagione di manifestazioni, avvicendando i piloti nei ruoli-chiave, inserendo i neo-assegnati in formazione e studiando piccole correzioni al programma che possano rendere i 25 minuti di esibizione ancora più spettacolari. Il tutto senza perdere di vista il ruolo operativo e mantenendo i contatti con i mass media, con gli appassionati e con un numero sempre crescente di imprese civili.

Giungiamo di fronte all’ingresso della base di Rivolto percorrendo l’ultimo tratto della Pontebbana, la statale che taglia l’alta pianura friulana da Udine a Pordenone. Il parcheggio è gremito di veicoli ed il traffico sostenuto di mezzi militari e civili che fanno la spola tra la base e le strade limitrofe testimonia che l’aeroporto, dopo la lunga pausa natalizia, ha ripreso i normali ritmi di lavoro. Sbrighiamo le consuete procedure di identificazione e superato il controllo dei VAM ci accodiamo ad un autoarticolato che ci precede lungo il viale alberato che conduce direttamente in prossimità della pista. Il tragitto ci permettere di raggiungere l’estremo sudovest della base, da dove è possibile fare un primo “giro d’orizzonte” sull’aeroporto Visentini: l’area logistica si concentra in prossimità dell’ingresso della base, dove trovano quindi collocazione gli edifici del comando di Stormo e i locali dei vari gruppi di supporto. L’area operativa si sviluppa invece lungo il lato meridionale della pista 06/24, una striscia d’asfalto lunga 2.990 metri e larga 45, sulla quale si affacciano tutta una serie di infrastrutture eterogenee sorte in epoche differenti. L’area che fino al 2002 ospitava gli AMX del 14° Gruppo, compresa tra la taxyway principale ed il raccordo “Nibbio” in prossimità della testata pista 06, è costellata di shelter corazzati e “margherite” in perfetto stile-Guerra Fredda, che pur essendo perfettamente funzionanti vengono utilizzati raramente per il ricovero di eventuali aerei in transito o di materiali che non possono essere lasciati all’addiaccio. In questa zona i piazzali e le aree di manovra sono solitamente deserti, visto che gli unici utilizzatori sono i piccoli Siai 208 della 602^ Squadriglia Collegamenti o occasionali visitatori della base friulana. Procedendo verso l’estremità opposta della base si incontrano invece edifici dal design più moderno, come la torre di controllo o le avveniristiche tensostrutture impiegate per “hangarare” gli MB.339 del 313° Gruppo. [...]

Il 313° Gruppo
Principale “inquilino” della base di Rivolto è il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, nell’ambito del quale opera la Pattuglia Acrobatica Nazionale. Il reparto è posto alle dirette dipendenze del 2° Stormo “Mario D’Agostini”, un ente appartenente alla Divisione Caccia “Drago” di Milano che, attraverso i servizi erogati dal Gruppo Servizi Tecnici Operativi, dal Gruppo Servizi Logistici Operativi, dal Gruppo Difesa, dal Servizio Amministrativo e avvalendosi di funzioni di staff quali l’Ufficio Comando e l’Ufficio Operazioni, garantisce l’organizzazione, il funzionamento e l’efficienza delle attività svolte sulla base. Benché sia inquadrato in un ente di livello gerarchico superiore, il 313° Gruppo ha una struttura organizzativa “propria” che conferisce al reparto quel grado di autonomia indispensabile per assolvere il proprio compito istituzionale: rappresentare l’Aeronautica Militare e l’Italia in manifestazioni aeree in ambito nazionale ed internazionale mettendo in risalto le qualità dei piloti e delle macchine mediante l’esecuzione di programmi di volo acrobatico collettivo. Come ci spiega il tenente colonnello Paolo Tarantino, comandante della PAN: “Il 313° Gruppo è entrato a far parte del 2° Stormo nel dicembre 2002. Pur non apportando cambiamenti significativi da un punto di vista operativo, l’inquadramento in un ente gerarchico superiore ha avuto come vantaggio una maggiore focalizzazione della figura del comandante di Gruppo sulle problematiche inerenti all’organizzazione e all’addestramento della Pattuglia, ottenuta grazie al trasferimento della responsabilità di comandante di Corpo e di tutta la mole di lavoro indotto da questo ruolo, al comandante di Stormo”. E’ infatti estremamente importante che il comandante della PAN possa dedicarsi a tempo pieno al proprio “core business” che è la gestione del gruppo dal punto di vista tecnico e operativo: “Il mio ruolo consiste nell’assicurare una corretta gestione degli uomini e nel garantire che gli stessi possano operare in un ambiente di lavoro sereno. La qualità delle persone, la coesione del Gruppo, la passione e la consapevolezza di appartenere ad un reparto famoso in tutto il mondo sono elementi che permettono alle Frecce Tricolori di viaggiare come un ingranaggio ben oliato che va solamente indirizzato e salvaguardato”. Il comandante del 313° Gruppo ricopre quindi un ruolo che non ha analogie nell’ambito dell’Aeronautica Militare: oltre a rappresentare l’intera nazione al cospetto delle massime autorità politiche e militari delle altre nazioni, è responsabile del “prodotto finale”, che nella fattispecie è la qualità dell’esibizione. Ma non solo: egli deve dedicare tempo alla stampa, agli appassionati, ad attività che promuovano il “marchio” e garantiscano il necessario supporto da parte degli sponsor. A coadiuvarlo una Sezione Pubbliche Relazioni, il cui compito è proprio quello di curare e mantenere i rapporti con i mass media e con i 110 Club Frecce Tricolori ma anche accompagnare la pattuglia nelle località di intervento eseguendo la narrazione del programma di volo, predisporre la registrazione dell’esibizione approntando la telecamera e le macchine fotografiche, rendere disponibile al comandante la biga per il contatto radio con la formazione in volo e svolgere anche propaganda, un’attività che ha dei ritorni d’immagine incalcolabili in Italia e all’estero e che pone le Frecce Tricolori al vertice della lista di motivi per cui i giovani si interessano all’Aeronautica. Per avere un’idea della mole di lavoro svolto dalle PR quale interfaccia verso il “mondo esterno” della PAN basta dare un’occhiata ai numeri: la Sezione riceve circa 50 mail al giorno ed una media di una cinquantina di lettere a settimana che vanno ad aggiungersi alla già intensissima messaggistica interna. Mediamente vengono autorizzati 2-3 servizi giornalistici a settimana e in ognuno dei tre giorni di apertura nei mesi di marzo e aprile sono circa 250 (ma fino allo scorso anno erano 500) le persone che si recano a Rivolto per far visita alle Frecce. Oltre a gestire l’interazione con gli appassionati, le PR coordinano anche le attività collaterali che vedono impegnati i piloti in incontri, conferenze e workshop con associazioni e imprese che riconoscono in quello adottato dalla PAN, un modello organizzativo vincente. Come ci spiega ancora Tarantino: “La partecipazione a conferenze e workshop, un’attività che normalmente confiniamo al periodo invernale, ha registrato negli ultimi anni una sensibile intensificazione. Le motivazioni che giustificano questo trend sono probabilmente da ricercare nella crescente notorietà delle Frecce Tricolori, che si accompagna ad una altrettanto crescente attenzione alle dinamiche interne alla PAN. Attualmente, gli enti e i sodalizi che ci chiamano con più frequenza sono le Università, le medie imprese ed in particolare le banche, interessate a comprendere il tipo di leadership che si sviluppa in Pattuglia, l’organizzazione del lavoro, la gestione del gruppo e della critica. L’idea non è tanto replicare il modello applicato dalle Frecce, cosa peraltro impossibile vista la diversità degli ambiti lavorativi, quanto trarre degli spunti dal nostro modo di confrontarci con alcune problematiche. Ovviamente da parte nostra c’è uno sforzo per cercare di confezionare un intervento conforme alle necessità e alle aspettative dell’audience: così, se siamo ospiti di un istituto scolastico, incentreremo l’incontro sulla storia della formazione e sul programma acrobatico cercando di dare un impatto “visivo” alla presentazione mediante la proiezione di filmati; qualora la platea sia rappresentata dai vari Rotary e Lions Club, uditori generalmente più interessati al gesto tecnico, ci soffermeremo maggiormente sulle tecniche di volo, sull’esecuzione delle manovre e sul mantenimento dei parametri”.
Oltre alla Sezione PR, l’organigramma del 313° Gruppo prevede una Segreteria, una Sezione Operazioni, una Sezione Addestramento, l’Ufficiale Sicurezza Volo, il Servizio Tecnico e le due squadriglie, la 540^ e 541^, per un totale di circa 100 tra ufficiali e sottufficiali. [...]

[ continua nella rivista ]
 
  David Cenciotti  
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