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Frecce Tricolori: Col. De Rinaldis nuovo Comandante

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Roma, 20 ott. - (Adnkronos) - Cambio al vertice delle Frecce Tricolori. Martedi' 24 alle ore 10.00 si è svolta, presso l'aeroporto militare di Rivolto (Ud), la cerimonia di cambio comando delle Frecce Tricolori fra il T.Col. Umberto Rossi ed il T.Col. Maurizio de Rinaldis alla presenza del Gen. B.A. Alessandro Zamai comandante della Brigata aerea Caccia Bombardieri Ricognitori. Il Tc. Rossi (comandante uscente) ha iniziato la sua carriera in aeronautica nel 1982 con il Corso Borea IV dell'Accademia. Successivamente e' stato assegnato come pilota da caccia presso il 102^ gruppo del 5^ Stormo. E' entrato nelle Frecce Tricolori nel 1991. Nel 1998 ne e' divenuto comandante. Ha al suo attivo oltre 3000 ore di volo. Il Tc. de Rinaldis (comandante entrante) ha 34 anni ed ha iniziato la sua carriera in aeronautica nel 1983 con il Corso Centauro IV dell'Accademia; successivamente e' stato assegnato come pilota da caccia presso il 154^ gruppo del 6^ Stormo. Nel 1993 e' entrato nelle Frecce Tricolori divenendone il leader nel 1998. Ha il suo attivo oltre 3000 ora di volo. (Sin/Rs/Adnkronos)

Il Comandante uscente del 313 Gr. Umberto Rossi

da "Circolo della PAN" - Notiziario riservato ai Soci del Circolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, anno 2 - n 2 - 1/12/2000 - pag. 2
Con questo intervento mi accingo a concludere due periodi molto importanti: il primo è quello di Comando al 313° Gruppo e il secondo, non meno significativo, di pilota di Reparto. Oggi, dopo 14 anni di attività di volo, di cui oltre metà alle Frecce Tricolori, mi trovo a concludere un ciclo della mia vita, un insieme indescrivibile di esperienze umane e professionali fatte di soddisfazioni, gratificazioni e successi, ma anche di momenti difficili, duro lavoro e incertezze. Tutte, allo stesso modo, hanno contribuito a fare di me un uomo migliore, consapevole dell’importanza delle tradizioni del Reparto, alle quali si deve rimanere ancorati saldamente pur ricercando una continua proiezione verso il futuro, e di quei valori, universalmente riconosciuti, che vanno dalla lealtà, alla fedeltà verso le istituzioni, allo spirito di sacrificio e al senso di responsabilità, per citarne solo alcuni.
Con riferimento al periodo trascorso qui a Rivolto e pensando attraverso i miei ricordi non posso dimenticare le lacrime e l’orgoglio dei nostri connazionali emigrati oltreoceano e sprigionate dai voli delle Frecce Tricolori in Nord America, o le parole dell’Ambasciatore Italiano pronunciate immediatamente dopo la prima manifestazione negli Emirati Arabi Uniti al Salone Internazionale di Dubai, che affermavano la maggiore ed assoluta efficacia dei 25 minuti di esibizione della P.A.N., rispetto ai tanti anni di attività di promozione dell’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata, o ancora quando il Re di Giordania King Hussein a pochi mesi dalla Sua scomparsa interruppe i colloqui in corso al Cairo in Egitto, per seguire personalmente l’esibizione della P.A.N. organizzata dallo Stato italiano ad Amman, in segno del suo profondo rispetto ed apprezzamento per questo Reparto e l’Aeronautica Militare Italiana.
Non posso dimenticare la professionalità e lo spirito di dedizione dei Comandanti che si sono succeduti ed ai quali mi sono ispirato nel periodo di Comando, la motivazione e la preparazione dei piloti della formazione, con i quali ho operato prima come gregario, poi come capoformazione ed infine come Comandante, e l’alta specializzazione e l’affidabilità degli uomini del Servizio Tecnico, del Comando, delle Operazioni e delle Relazioni Esterne che, in una sinergia di intenti, hanno realizzato un tutt’uno con le altre componenti del Reparto e hanno reso possibile la piena operatività della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Non potrò dimenticare il supporto che ho ricevuto dal Comandante il 2° Stormo - il Colonnello Gavino Manca - e prima di lui dal Col. Roberto Corsini e dal personale alle sue dipendenze, senza il quale le attività del 313° Gruppo non si sarebbero potute svolgere. Con il Colonnello Manca ho potuto condividere l’organizzazione della Giornata Azzurra dell’Aeronautica Militare, l’unica per il 2000, svoltasi sul cielo di Rivolto il 10 settembre scorso, durante la quale si sono esibiti sette Pattuglie Acrobatiche, una formazione di nove AMX e tanti altri velivoli provenienti da tutta Europa, suscitando grande interesse agli oltre 300.000 spettatori che sono intervenuti. A questo proposito desidero ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per sostenere questo evento ed in particolare la Regione Friuli Venezia-Giulia, senza la quale non sarebbe stato possibile mettere in piedi un’organizzazione di quel livello.
E quale onore essere stato l’artefice dell’ottavo Raduno dei Piloti Pattuglie Acrobatiche, celebrato in concomitanza alla Giornata Azzurra 2000, ed aver potuto accogliere ed ospitare gli uomini che si sono succeduti alle Pattuglie Acrobatiche Nazionali Italiane a partire dal 1930 fino ai nostri giorni.
Uomini che, con grande volontà e impegno, hanno tramandato a noi giovani, tradizioni, stile, determinazione, voglia di ben figurare e tutti quei piccoli segreti che fanno del volo delle Frecce Tricolori uno dei più prestigiosi, apprezzati e seguiti al mondo.
Desidero ringraziare il Generale Alessandro Zamai, Comandante la Brigata Caccia Bombardieri e Ricognitori, per l’attenta e, mi sia consentito, “paterna” azione di Comando che ha saputo esercitare sul 313° Gruppo e sulla quale ho potuto sempre contare, anche nei momenti più difficili. A lei Signor Generale va il mio più vivo, sentito ed affettuoso ringraziamento.
Tutto questo, però non sarebbe stato possibile senza il supporto, il conforto, il sostegno e l’affetto incondizionato di mia moglie Tina, dei miei figli Maximilian ed Arianna e della mia famiglia con i quali ho condiviso tutto, sia i momenti di piacere e soddisfazione, sia quelli di difficoltà e di incertezza che questa professione sembra riservare ogni giorno. Non posso che ringraziare tutte queste persone, la mia famiglia, gli amici, i Club Frecce Tricolori, la gente del Friuli, gli uomini del 313° Gruppo, l’Aeronautica Militare e, soprattutto, Dio per quanto mi è stato offerto, ho ricevuto e potuto ricambiare. A voi uomini del 313° Gruppo, in particolare, va tutto il mio affetto, la mia stima e considerazione.
Sappiate che è stato un grande onore per me lavorare al vostro fianco.
Ma il maggior conforto nel lasciare Rivolto è sapere che al mio incarico subentrerà un Ufficiale maturo ed equilibrato – il Tenente Colonnello Maurizio de Rinaldis – al quale rivolgo il mio più sincero e sentito ringraziamento per quello che ha fatto e, sicuramente, saprà fare nel segno della continuità e della crescita professionale delle Frecce Tricolori.
In bocca al lupo “Maurizio”!
Cambio comando delle Frecce da Umberto Rossi a Maurizio De Rinaldis

Il Comandante subentrante del 313 Gr. T. Col. Maurizio de Rinaldis

di T. Col. Maurizio de Rinaldis
da "Circolo della PAN" - Notiziario riservato ai Soci del Circolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, anno 2 - n 2 - 1/12/2000 - pag. 3
Era luglio del 1992 quando Mazzotti mi richiamava mentre stavo varcando in uscita la soglia del 154° Gruppo per recarmi all’aeroplano: “de Rinaldis… non vieni più in America! “. E già erano un po’ di mesi che ci stavamo addestrando per la lunga traversata dell’Oceano che ci avrebbe condotto a Nellis, nel Nevada, per l’ambita esercitazione RED FLAG.
Non potevo crederci. Quella frase mi congelò letteralmente il sangue. Attendevo da tanto quel momento. Attraversare l’Oceano con il Tornado ed esercitarsi in uno dei poligoni più belli e realistici dell’USAF. “...sì, perché ti hanno preso in Pattuglia”- aggiunse dopo qualche secondo. Il sangue cominciò a circolare nuovamente ed irrorare abbondantemente tutto il cervello.
Di lì a poco ci pensò però Nino Vivona a farmi defluire nuovamente tutto il sangue dalla testa nel tentativo di mostrarmi il primo looping con il 339. “...vedi, qui lo devi tirare e poi lo devi...mollare e…”. Rovescio… diritto e poi il primo volo in coppia sul benedetto parametro di riferimento che non stava mai fermo. Non ci riuscirò mai!
Eppure molto presto giunse il tempo di esibirsi da numero otto. Ma solo al termine della prima stagione cominciai a comprendere lentamente dove fossi collocato nel tempo e nello spazio. Una cosa era certa: facevo parte del team più bello del mondo!
Un anno nelle retrovie e poi passai tra quelli della linea davanti. Ventagli, doppi tonneaux ed anche tripli… negli anni a seguire feci un po’ di tutto ed anche forse la cosa più dura per un destro, ovvero volare in ala sinistra. Venne anche il tempo di studiare qualcosa, la Scuola di Guerra fu una pausa felice se non altro per le innumerevoli cene luculliane.
Il successivo addestramento da leader fu particolarmente impegnativo ma molto entusiasmante. E poi tante tante manifestazioni in posti meravigliosi insieme alle Pattuglie più famose del mondo. Una caratteristica della nostra attività è che la vivi sempre al cento per cento da dentro senza mai fermarti ad osservarla da fuori, per guardare le Frecce Tricolori e renderti conto di cosa siano.
Eppure, dopo tanti anni, questo mi è accaduto. Proprio lì, al mio cambio di Comando mentre passavo in rassegna gli uomini del 313° Gruppo A/A.. Ho visto, ...ho visto le Frecce Tricolori. Sono in carne ed ossa, non sono un nome, un etichetta, un simbolo. Sono persone.
Ma la cosa più bella è stata realizzare che questi uomini di adesso sono gli stessi Ufficiali e Sottufficiali che hanno appartenuto negli anni a questo prestigioso Corpo. Tutti coloro che hanno vissuto le nostre stesse esperienze, combattuto per gli stessi ideali, affrontato le stesse se non maggiori avversità e goduto dell’analogo ed unico privilegio di fregiarsi con lo stemma del Reparto.
Essermi reso conto di questo, ora che ancora vivo da protagonista questa avventura, mi ha permesso di realizzare che chi ha fatto parte di questo Reparto, in realtà non lo ha mai lasciato e che lo spirito di appartenenza così forte e radicato in ognuno è l’essenza stessa del Reparto. Ora non mi resta che sperare in...una traversata oltre Oceano.
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