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L'aeronautica italiana
un capitolo di fantascienza

di Giorgio Bonacina
(estratto da "Storia Illustrata" - n°100 - 1966)
 
  All'interno di un lungo articolo, riguardante la base aerea di Grosseto (ma con uno sguardo verso l'aeronautica nel suo insieme), l'autore inserisce alcune righe riguardanti le "Frecce Tricolori", evidentemente momentaneamente d'istanza nella base, alla data della visita.  
  "[...] Ho visto all'opera, ancora, i ragazzi della Pattuglia Acrobatica nazionale. Per più di mezz'ora al comando del ten. col. Roberto Di Lollo che li guidava da terra, e del capo-formazione capitano Vittorio Cumin, si sono esibiti in una serie di figure ai limiti dell'impossibile, ala contro ala alla velocità di 800/900 chilometri orari, spesso con passaggi stordenti a due passi dal suolo. Le loro prodezze sono famose, è la Pattuglia migliore del mondo e il parlarne diffusamente in questa sede non aggiungerebbe molto alla sua celebrità.
Essa è formata da nove apparecchi Fiat G-91, sicuramente gli aviogetti più importanti che abbiano realizzato fino ad oggi la tecnica e l'industria italiana. Infatti il G-91, progettato dall'ingegner Gabrielli, nel 1958 vinse il concorso indetto dalla N. A. T. O. per un caccia leggero da adottare in appoggio tattico alle truppe, ed è tuttora in servizio presso le Aeronautiche in quei paesi che, appunto, fanno capo alla N. A. T. O.; pur non potendo fornire le prestazioni sbalorditive dello Starfighter, la sua manovrabilità è sufficiente a farne un velivolo di doti eccezionali [...]".
 
Giorgio Bonacina
 

La Pattuglia Acrobatica nazionale è famosa in tutto il mondo per le sue spericolate evoluzioni.
E' composta di nove reattori Fiat G-91 progettati in Italia, e di 36 specialisti. La comanda il ten. col. Di Lollo.




Di Lollo trasmette per radio ai piloti in cielo le varie posizioni da assumere durante le acrobazie.



Tre fasi della "bomba", una spettacolare figura eseguita dalla Pattuglia Acrobatica Italiana.



Un aviogetto della Pattuglia Acrobatica atterra servendosi di un paracadute-frenante.
Il paracadute viene azionato dal pilota per ridurre il percorso di atterraggio, data l'altissima velocità dell'apparecchio.
Il caccia Fiat G-91 è stato progettato in Italia nel 1958.
 
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