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Da un Ufficiale alle P.R. al “suo” Comandante “Mario SQUARCINA”

di Renato Rocchi
da "Circolo della PAN" - Notiziario riservato ai Soci del Circolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale
anno 12, n 19 - 01/06/2010 - pag. 3-4
Renato RocchiQuale Ufficiale addetto alle Pubbliche Relazioni e Speaker, ho vissuto per oltre due anni a fianco del Magg. Pil. Mario SQUARCINA Comandante il 313° Gr. A.A. e Responsabile dell'Addestramento Acrobatico.
Con il Com.te Squarcina ho vissuto, quale subalterno e stretto collaboratore, i momenti di esaltazione, di felicità, di rabbia e di delusione in quei primi mesi di vita di un “team” costituito quale “Unità Speciale”.
Era il 1961, Mario Squarcina era il Pilota giusto al posto giusto per comandare un Reparto in fase sperimentale.
Nel pianeta del Volo Acrobatico SQUARCINA era il “grande maestro”, l'autentico “mago” dei programmi di volo. Ma in “biga” (radio campale) esprimeva tutta la sua capacità didattica e la sua professionalità. Sapeva prendere per mano “leader” e “gregari”, condurli con i consigli, con i suggerimenti, con le correzioni durante l'esecuzione della manovra, infondendo al “team” fiducia, sicurezza, desiderio di superare l'ostacolo.
Mario SquarcinaEppure il lavoro più duro lo aspettava nel pomeriggio, quando riprendeva a combattere con l'incomprensione degli altri, di coloro che non credevano o che non volevano credere nel “nuovo corso”, se non con l'apatia e l'indifferenza di non poche, con incarichi superiori e, naturalmente, vestiti in grigio azzurro. E i problemi ancora da risolvere erano cento, mille e bisognava risolverli a tutti i costi per sopravvivere...... Tempi duri, disarmanti!
Allora la linea di volo era composta da 6 F 86 E SABRE, un intercettore diurno in dotazione a quei tempi alla 4^ e alla 2^ Aerobrigata. L'organico operativo era di 6 Piloti, già componenti il “team di riserva” con il “Cavallino Rampante” della 4^ Aerobrigata.
Un inizio sudato e sofferto, ma Squarcina aveva la “cura” pronta per portare ai giusti parametri quei bravi ragazzi che possedevano un basico invidiabile erano stati addestrati da due fuoriclasse del volo acrobatico individuale: De Fraia e Giardinà mancavano però nella tecnica della formazione.
Bisognava affinare la manovra, mettere a fuoco la prospettiva, creare ina mentalità di “team”, con lo scopo di giungere al più presto ad un accettabile “programma acrobatico”.
Dopo pochi mesi, in sostituzione dell'Unità Speciale, lo Stato Maggiore dell'A.M. costituiva il 313° Gr. A.A. Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori”. Un Reparto autonomo, tutto da creare.
Squarcina era un vulcano. Neanche di notte aveva pace. Studiava, ideava, creava nuove figure acrobatiche, le inseriva, le cancellava, poi le riproponeva. Sempre sulla carta e in “top-secret”, per poter ottenere il massimo in un programma di 6 velivoli per il momento ! in virtù di una sua più che valida teoria che recitava: “in relazione alla personalità del “leader”, dei “gregari” e delle caratteristiche dei velivoli impiegati, ogni formazione ha avuto ed avrà una sua particolare fisionomia”.
E Squarcina, nel rispetto della sua teoria, realizzò il suo grande sogno: un “programma-spettacolo” nella formazione di 9 velivoli.
La presentazione ufficiale il 30 Aprile del 1963 a Rivolto.
Un volo tirato da manuale, un'esecuzione pulita, una presentazione superba, con nel finale la figura più attesa, sempre la più spettacolare, tutta italiana: la “bomba”, e senz'altro anche la più sofferta.
Squarcina coordinava, dopo l'apertura, quell'incrocio a bassa quota, alla massima velocità, a tre quote differenti; un passaggio al cardiopalmo che ti dava un tuffo al cuore. Poi la chiusura con la presentazione “alla minima” a “diamante” di 9 Sabre con il bianco, rosso e verde della nostra Bandiera.
Un giorno di gloria per Te, per i Piloti e per gli Specialisti del “Tuo” Gruppo.
Nei tre anni di Comando, sono convinto che indimenticabili su tutto rimangono in Te la presentazione delle “Frecce Tricolori” con il “Tuo” programma di 9 Sabre al Salone dell'Aeronautica e dello Spazio di Parigi le Bourget, e la conquista del “colorato”.
Ma ancor più caro per Te rimane quella partecipazione all' “Air-Show” di Ahlorn (West Germany) il 18 Giugno 1961, nel doppio incarico di Comandante e di “leader” in volo. In quel giorno, causa le avverse condizioni meteo, la P.A.N. fu la sola formazione a presentare un programma acrobatico. Mi confessò Vianello “gregario di destra”: “quel volo per me è durato un'eternità ….. e quando abbiamo messo piede sul piazzale del parcheggio ci siamo guardati pallidi, smarriti, con il sorriso della felicità … ci sentivamo rinati … e ci siamo trovati tutti e quattro inginocchiati a baciare la santa terra ..... poi le congratulazioni a Squarcina. Mai mi sono sentito tanto trainato ... di mio in quel volo ho messo soltanto il coraggio, l'incoscienza e l'incrollabile fiducia nel “leader”.
Per Te, Alhorn è rimasta “in vita” la presentazione più sofferta e il successo più esaltante in un'esistenza dedicata al Volo Acrobatico.
Squarcina lasciava il Comando il 29 Ottobre del 1963.
A tutt'oggi, il programma delle “Frecce Tricolori” porta all'ottanta per cento il contributo creativo di Mario Squarcina, un Uomo eclettico, un Pilota carismatico: un “supervisore” senza pari con l'istinto del passionario ad oltranza, un mostro di virtù professionale, rimasto fedele a quella norma di comportamento che lo vuole tutto “genio e sregolatezza”.
Altrimenti come avrebbe potuto esercitare la Sua missione di “mago” ?!
Io ti sono stato vicino in quegli anni. Ho avuto la Tua amicizia. E ne vado orgoglioso!
Lassù ti sei incontrato con la figlia l'amata Emanuela.
Noi, i sopravvissuti della vecchia guardia, Ti ricorderemo sempre con gratitudine per averci espresso “la sublime bellezza del volo”.
Renato Rocchi
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